Marillion in concerto: Roma, 16 Novembre 2009 1

Luogo: XROADS live club – via Braccianese 771 – 00123 Osteria Nuova (Roma)

Assistere ad un concerto dei Marillion è una esperienza che raccomando di cuore a tutti quelli che amano la bella musica. Per quanto mi riguarda è la seconda volta che li vedo dal vivo (la prima, del 2007 all’auditorium Flog a Firenze, quando ancora conoscevo perlopiù soltanto i Marillion dell’era Fish).
Le date del tour 2009 sono però diverse dai concerti canonici in quanto portano in scena uno show acustico e per questo, molto più intimo, suddiviso in due parti: nella prima, viene eseguito per intero il nuovo album “Less is More”, mentre nella seconda, dopo una decina di minuti di pausa, vengono riproposti in chiave acustica alcuni dei migliori pezzi della band, che variano a seconda del luogo, del pubblico e dello stato d’animo del gruppo, per un totale di quasi 3 ore di concerto.
Per quanto mi riguarda, a Roma lo show è andato oltre i tempi canonici della durata del concerto, iniziando dalla sera prima, con una cena molto informale in compagnia di Steve “Dio” Rothery, magnifico chitarrista del gruppo, e del fan club italiano che ringrazio per la bella opportunità che ha offerto ai frequentatori del sito.
La cena, oltre alle foto e agli autografi di rito, ti permette di entrare a far parte di un mondo di appassionati proveniente da ogni parte d’Italia, ognuno con le sue storie e con i suoi gusti musicali, ma tutti accomunati da una passione fortissima, di poco dissimile all’adorazione per questo gruppo.
Così, quando il giorno dopo mi presento sul luogo del concerto, ritrovo tra le altre diverse facce note, tutte allegre, eccitate ed estremamente disponibili che mi fanno quasi sentire a casa, nonostante i 300 km che me ne separano.

Il Crossroad è un locale nuovo situato molto fuori Roma, disperso sulla via per il lago di bracciano, non molto grande ma in compenso l’acustica nella sala è davvero discreta. Data appunto la particolarità acustica del concerto sono stati previsti posti a sedere per tutti e qui ancora il fan club si supera, dando la possibilità agli iscritti di usufruire di posti nominativi nelle le prime file. E’ la prima volta che seguo un concerto da seduto ed anche io all’inizio ero un pò dubbioso sulla effettiva riuscita dell’evento.

I Marillion entrano sul palco poco dopo le 22, si siedono alle loro postazioni e sin da subito, Hogarth strega la platea sfoggiando una insolita coinvolgente parlantina, cercando di parlare lentamente per poter essere compreso dal maggior numero di persone possibile nella sala.
Devo dire che nonostante l’esecuzione dei brani dell’album sia grosomodo fedele all’originale, la resa “live” è decisamente migliore; brani che non mi avevano particolarmente colpito nell’ascolto da cd, diventano improvvisamente favolosi, mentre osservo i 5 suonare i più disparati strumenti musicali.
Bellissima “Wrapped up in time” così come la nuova versione completamente diversa dall’originale di “Hard as love”, ed il concerto fluisce mentre la platea applaude fragorosamente ad ogni pezzo, anche se la posizione “seduta” non permette certo di sbracciarsi come avviene normalmente, fino a che Rothery non sforna un magnifico assolo di chitarra su “Quartz” e tutta la sala, spontaneamente si alza in piedi in una fragorosa standing ovation spontanea. Da li in poi, il concerto prende una piega fantastica.
Molto intima “It’s not your fault”, ninna nanna per i cresciutelli, suonata e cantata dal solo Hogarth (mentre Kelly e Mosley se ne vanno simpaticamente dal palco) e così con “This is the 21th century”, si conclude la prima parte del concerto.
Dopo la pausa, il pubblico è bello caldo e ad ogni brano c’è qualcuno che scatta in piedi, applaude, grida apprezzamenti ai 5 sul palco, e canzoni come “Cover my eyes”, “Runaway” e “You’re gone” ti penetrano dentro, mentre veniamo presi in giro dal solito Hogarth per la scarsa conoscenza del testo di “Beautiful”.
Arriva anche il momento di eseguire uno dei vecchi pezzi dell’era Fish, il pezzo è “Sugar Mice”, fantastica, introdotta da qualche nota al pianoforte di Hogarth e cantata e suonata con una intensità meravigliosa dal pubblico, da tutta la band e dallo stesso Hogarth, che alla fine del pezzo sembra quasi versare qualche lacrima, seguita poi dalla dedica di “80 days” a tutto il pubblico, per l’affetto la dedizione e i sacrifici che i fan affrontano ogni volta per andare a vedere i loro concerti, per finire poi con Gazpacho, in cui tutti ormai sono in piedi urlanti.

I Marillion tornano sul palco quasi subito, incitati dal casino incessante del pubblico presente, eseguendo “Easter” e “Made again” con la folla oramai in delirio, mentre io mi spello le mani a forza di batterle.
La folla applaude oramai ininterrottamente mentre i 5 riscendono dal palco ed il secondo bis, introdotto da “Answering machine”, trova il suo culmine in una versione acustica di “Ocean cloud”, non prevista in scaletta ma richiesta a gran voce dalla prima fila e urlata dal mitico Maldon, finchhè Hogarth ripete gracchiando il titolo e comincia a cantare…. L’esecuzione è meravigliosa, nonostante il pezzo su cd fosse già perfetto di suo, i nostri suonano la prima parte e poi si fermano come di consueto in un’altra standing ovation della platea, dopodichè, cogliendo tutti impreparati, Mosley riparte percuotendo con foga la batteria e Rothery gli va subito dietro, per il favoloso assolo centrale del brano che elettrizza ancora di più (se mai ce ne fosse modo) tutto il pubblico, colto alla sprovvista; da brividi!!
Il concerto si chiude poi con “Three minute boy”, con Hogarth che dirige il canto del pubblico facendo via via diminuire il volume. Esco dalla sala completamente zuppo di sudore, soddisfatto e contento.. davvero una bella serata ed un ottimo concerto, suonato veramente da paura.

Scaletta:

Go!
Interior Lulu
Out of this World
Wrapped up in Time
The Space
Hard as Love
Quartz
If my Heart where a Ball
It’s not your Fault
Memory of Water
This is the 21 Century
———
Cover My Eyes
Beautiful
Runaway
You’re Gone
Sugar Mice
80 Days
Gazpacho
———
Easter
Made Again
———
Answering Machine
Ocean Cloud
Three Minute Boy

Alcuni video della serata:
Wrapped up in time: http://www.youtube.com/watch?v=uouMyFI7nBU
It’s not your fault: http://www.youtube.com/watch?v=N-0UTKhOsVA
Beautiful: http://www.youtube.com/watch?v=hDkAXjYMGCU
Runaway: http://www.youtube.com/watch?v=V6SLTt4u2fg
Sugar Mice: http://www.youtube.com/watch?v=ViJniltU8h4
Easter (assolo acustico di Rothery): http://www.youtube.com/watch?v=ViJniltU8h4
The Answering Machine: http://www.youtube.com/watch?v=gALb8tu_l4U
Ocean Cloud: http://www.youtube.com/watch?v=6evfE0bDooQ
Ocean Cloud (altro video): http://www.youtube.com/watch?v=EsuvmcR3fo4
Three Minute Boy: http://www.youtube.com/watch?v=92MAoRBaId8

Photo Reportages :
Gallery Personale (composta da foto selezionate dagli album sottostanti): http://www.bastardworkshop.com/nggallery/page-77/album-6/gallery-74/
Maurizio: http://gallery.mac.com/mbonomi#100128&bgcolor=black&view=grid
Stefano: http://picasaweb.google.it/stefanolion71/MarillionLMLiveInRome#
Michele: http://www.facebook.com/album.php?aid=40115&id=1452306315&l=3518374958
Luca Fiaccavento: http://www.flickr.com/photos/lucafiaccavento/sets/72157622701613895/show/
Angelo e Patty: http://picasaweb.google.com/apiantadosi/MarillionLessIsMoreTourRoma16Nov2009#
dvoran: http://picasaweb.google.it/dvoran81/Marillion#
Pino: http://www.facebook.com/album.php?aid=2040476&id=1526138787&l=f21f1d59d4
Luca roluan: http://picasaweb.google.it/sarchialiponti/Marillion16112009Roma#
Roby: http://www.hthegenius.it/xroads/livearchive.htm
starless: http://www.flickr.com/photos/28949619@N03/show/

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