Tesi laurea triennale

Lean Production, principali metodologie, fattibilità e applicazione pratica nello stabilimento Electrolux di Firenze.

Candidati: Alessandrini Gabriele, Bencini Luca

Indice dei Capitoli

Prefazione

Riassunto

PARTE I

Capitolo 1 Cos’è la Lean Production pg. 1

Capitolo 2 Il Flusso del Valore e la Sua Analisi pg. 16

Capitolo 3 L’Eliminazione degli Sprechi pg. 31

Capitolo 4 Verso la Creazione di un Flusso Pull pg. 42

Capitolo 5 Modelli di Maturità e Valutazione dei Progressi pg. 51

PARTE II

Capitolo 6 Caso di Studio: Introduzione pg. 68

Capitolo 7 Raccolta Dati pg. 89

Capitolo 8 Analisi del Flusso del Valore pg. 98

Capitolo 9 Analisi degli Sprechi nelle Postazioni di Lavoro pg. 110

Capitolo 10 Riorganizzazione dei Flussi di Materiali in Ottica Just In Time pg.117

Capitolo 11 Valutazioni Finali e Conclusioni pg. 160

Pubblicazioni pg. 166

Articoli pg. 167

Altri Riferimenti Citati nel Testo pg.169

Web Links pg. 169

Bibliografia

Appendici

Prefazione

La sfida competitiva che le aziende occidentali (in particolar modo nel settore manifatturiero) sono chiamate oggi a fronteggiare, si svolge su un duplice fronte: da una parte, la crescente produttività e competitività dei paesi in via di industrializzazione (Cina ed India in primis), per quanto riguarda i prodotti a basso livello tecnologico e dall’altra, la costante penetrazione nei settori di mercato tradizionalmente appartenenti alla sfera di influenza delle nostre imprese, da parte di aziende solide ed affermate, con tecnologie e strumenti di pari livello, provenienti dal Giappone.

Emblematici sono ad esempio i casi di Ford e General Motors, costrette a ridimensionare la loro posizione di mercato a favore della giapponese Toyota.

Le maggiori difficoltà riscontrate dalle aziende nel reagire a questa sfida, riguardano la scarsa capacità di adattare i propri processi produttivi a rispondere in maniera più veloce alla crescente eterogeneità dei mercati, creando prodotti di altissima qualità a costi competitivi.

La risposta che ormai da molti anni si è affermata all’interno delle aziende, siano esse di piccole, medie o grandi dimensioni, è stata la decentralizzazione della maggior parte dei processi produttivi, che vengono localizzati perlopiù in paesi dove la forza lavoro ha un costo bassissimo. Questo modus operandi ha risolto solo in parte e solo in un primo momento il problema; infatti, mentre da un lato si è avuta una ingente riduzione dei costi delle materie prime e della manodopera, dall’altro sono progressivamente aumentate le spese per la gestione logistica, dovute alla differente distanza di approvvigionamento, alla necessità di ottimizzare i costi dei trasporti e coordinare le diverse fasi produttive sparse per il globo.

In molti casi si è arrivati al punto che i risparmi dovuti ai bassi costi di produzione, vengono quasi pareggiati dagli aumenti dei costi di gestione del sistema aziendale; a questo, dobbiamo aggiungere i maggiori tempi di produzione, dovuti ai tempi di percorrenza delle merci.

Possiamo renderci conto facilmente che la direzione intrapresa necessita se non di un drastico cambiamento di rotta, almeno di una costante e progressiva correzione verso altre soluzioni produttive.

L’argomento affrontato in questo volume, a nostro avviso, fornisce una ottima introduzione ad una visione alternativa dell’azienda e del suo modo di “fare impresa”, un modo per “integrare” (se non sostituire) le distanze oceaniche, con una maggiore collaborazione e condivisione di conoscenze tra aziende interessate dallo stesso flusso produttivo, la produzione decentralizzata di ingenti lotti di prodotti, con quella concentrata, di piccoli lotti e, da ultimo, la riduzione dei costi tramite produzione in zone a basso costo di manodopera, con una costante operazione di eliminazione degli sprechi e delle lavorazioni non a valore aggiunto.

In più, seguendo questa filosofia, l’azienda otterrà l’effetto di porre al centro della produzione, il cliente, rispondendo tempestivamente ad ogni esigenza ed evitando di disporre di magazzini di scorte sconfinati e spesso inefficienti, per lo smaltimento dei quali vengono spesso organizzati sistemi di promozioni e sconti, che causano continue fluttuazioni della domanda, contribuendo a diminuire ancora di più la veridicità dei sistemi previsionali di vendita, su cui si basa l’intero sistema produttivo attuale.

L’esperienza delle aziende giapponesi (prima tra tutte la Toyota) e il crescente interesse da parte delle aziende occidentali verso questi principi, sono la prova della validità non solo teorica ma anche pratica, della metodologia produttiva definita “lean” (snella). Abbiamo voluto anche noi dare un piccolo contributo pratico all’affermazione di queste teorie, testimoniando in prima persona l’introduzione di un programma di produzione fortemente orientato verso la produzione snella, da parte di una grande multinazionale, prima partecipando e poi descrivendo alcune delle sue fasi iniziali.

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